Museo di Roma

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Roma, 27 giugno 2017

Per quanti hanno deciso di non partire da Roma, in occasione del ponte dei Ss Pietro e Paolo, abbiamo un suggerimento da dare.

Al terzo piano di palazzo Braschi, nella sala 19 del nuovo allestimento, trovate un gran numero di vedute di Roma ‘sull’acqua’. Sono per lo più ponti in costruzione o in demolizione, a seguito delle grandi trasformazioni urbanistiche che accompagnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento, con la costruzione dei muraglioni del Tevere, e proseguirono in parte durante il Ventennio fascista.

Tra tutti i quadri esposti ce n’è uno che attira in modo particolare.
Si tratta del ponte detto dei Fiorentini, per la vicinanza con la chiesa dedicata a San Giovanni a via Giulia, una delle opere pubbliche volute da Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti 1846-1878). Eretto nel 1863 e primo ponte di ferro ad essere realizzato a Roma, fu definito all’epoca una delle "opere più belle e perfette del genere". Nonostante la sua importanza, a seguito del Piano Regolatore del 1931 e al fine di raccogliere il ferro per le sopravvenute esigenze belliche, il ponte di ferro fu sostituito con il ponte Principe Amedeo d’Aosta, costruito tra il giugno 1939 e l’ottobre 1942.

Il dipinto è a firma di Saulo Epifani, un artista di cui si sa molto poco ancora oggi, tranne la sua probabile provenienza da Ascoli Piceno. La veduta registra il momento in cui, completato il nuovo ponte, visibile sullo sfondo, il ponte di ferro viene smantellato. Fa quindi parte di quella vasta produzione di artisti di secondo piano, attivi tra fine Ottocento e anni Trenta-Quaranta del Novecento, che seppero testimoniare la Roma che andava scomparendo a seguito delle demolizioni imposte dai Piani Regolatori della città moderna.

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